Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Andrea Dispenza
Sabato 15 Gennaio 2011 10:58
Dal 13 al 16 gennaio. Ostinati e contrari è lo spettacolo teatrale-musicale dell’associazione musicoterapica La Stravaganza. Ideato e diretto del regista Sebastiano Filocamo, con una quarantina di performers sul palco per interpretare undici canzoni di Fabrizio De André e farne un messaggio di denuncia sociale sui diritti civili e umani e negati. Tutto attraverso la condivisione: delle arti – teatro, musica, linguaggi, multimedialità – e delle persone. La delicata rappresentazione ha infatti, come protagonisti, operatori e volontari della Onlus ma anche portatori di disagio psichico, fisico e sociale, artisti dello spettacolo (Paola Iezzi, Niccolò Agliardi, Andrea Gioacchini, Yukie Suzuki) e voci fuori campo come narratori d’eccezione: Claudio Bisio, Ambra Angiolini, Corinna Augustoni e Maya Sansa. Una fondamentale lezione di vita che ha ricevuto una medaglia “per l’appassionato impegno civile” del Presidente della Repubblica.
La Stravaganza presenta
OSTINATI E CONTRARI – LA PROFEZIA DELLE ONDE
spettacolo teatrale sulla poetica di Fabrizio De Andrè
ideazione artistica, drammaturgia e regia Sebastiano Filocamo
con i performer e il coro della Stravaganza
con la partecipazione di Yukie Suzuki, Paola Iezzi, Niccolò Agliardi, Andrea Gioacchini
e con le voci di Ambra Angiolini, Claudio Bisio, Corinna Agustoni
Il mondo è pieno di persone a disagio che non sanno che cosa c’è al di la del proprio naso. Sono persone che hanno paura di quello che non conoscono e lo etichettano come sinonimo di outsider e incapace. Persone che si definiscono ‘normali’ e possedute da un’ inquietudine tale da volersi distanziare, da pretendere di giudicare, da permettersi di trovare soluzioni facili.
Chi non vive nella disperazione, chi non sa che cosa sia, tenta di consolare l’altro dicendo che prima o poi passa, che sarà diverso, che non è poi così grave. Chi non l’ha mai masticata, si lamenta facilmente di qualcosa di stupido e banale agli occhi di chi ormai, da troppo tempo, se n’è saziato. Chi sono queste persone a disagio? Chi non ha mai avuto niente, chi sta perfettamente bene.
Chi usa, scioccamente, il termine normale. Chi è in grado di correre e di parlare, chi possiede una mente lucida.
Il disagio è di chi si lascia atrofizzare, appunto, dai propri timori. Di chi non riesce a capire – poverino – che siamo tutti uguali. Di chi appartiene ad un personale microcosmo ancora ovattato, godendo quindi di un privilegio inestimabile. Degli stessi che, però, a volte non si rendono conto che certi limiti oggettivi esistono, e li dovrebbero riconoscere. C’è bisogno di aprire gli occhi, di lasciarsi trascinare dalla profezia delle onde. C’è bisogno di capire che siamo tutti uguali, appunto, nelle nostre differenze. Che le diversità non sono ostacoli, ma sono mondi altri, scoperte nuove, ricchezze altrettanto degne di stare su un piedistallo.
Se prima si faticava nel tentativo di incidere questo messaggio, adesso è arrivata la soluzione. Il teatro e le canzoni di Fabrizio de André. Nello specifico, ‘Ostinati e contrari’ del sensibilissimo – tanto quanto la sua mise en scène – regista Sebastiano Filocamo. Lo fa capire in punta di piedi, senza ostentare. Come si fa con le cose più preziose, in maniera pacata ma in grado di lasciare un segno indelebile. Tutti lì sul palco, senza distinzioni. Disagi psichici, diversamente abili, operatori, volontari Onlus, ex concorrenti di talent show, Paola Iezzi – sorella di Chiara- di una sostanza poetica, eterea e in grado di volare, come la Nina di cui canta. Spettatori che hanno l’obbligo di non applaudire se non solo a cose finite, anche in momenti di tenerissima follia. Come quando si canta del soldato Piero davanti a quel nemico che aveva il suo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore. Lo si fa con la bellezza della comunicazione visiva della lingua dei segni. Ci si commuove, si scopre una sfaccettatura nuova dell’arte. Si sente la necessità di battere le mani ma non si può fare. Come se mancasse un arto anche a chi osserva. Come se si volesse a tutti i costi fare una cosa ma non se ne ha la possibilità. A chi appartiene, in questo caso, il disagio? A chi assiste o a chi recita? Poco importa.
Rimane una poesia che si mischia con delle valigie, degli abiti che scendono dall’alto, delle immagini multimediali che rispecchiano l’orrore dei nostri tempi. Restano impresse le parole del grande Faber, undici canzoni di cui si compone lo spettacolo, interpretate con particolare importanza nei confronti delle sillabe di cui sono fatte.
La poesia come una denuncia sociale sui diritti civili e umani negati, sull’abuso verso l’universo femminile, nei confronti dei sogni di Princesa che tutti conosciamo. Nei confronti di Andrea che si è perso, di un amore omosessuale che De André intonava in tempi non sospetti, con una capacità letteraria – ancora attualissima – che appartiene solo a lui. Nessun altro cantautore più adatto a esprimere le proteste verso il mondo, non importa verso chi.
Tutto attraverso il tema della condivisione: delle arti, delle parole, delle persone, delle differenze. Delle delicatezze con le quali ‘Ostinati e contrari’ mette al centro dell’occhio di bue la sua efficacissima denuncia. Si ferma il cuore quando sono due performers ‘altri’ per la loro condizione a recitare sulle note dell’amore gay di Andrea. Scoppia l’applauso alla fine quando si comprende che non importa da dove si viene, ma solo dove si ha intenzione di andare.
Filocamo e l’Associazione La Stravaganza vanno lontano, senza dubbio.
Cantava Faber: ‘Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole’.Quel mondo c’è: il teatro.
Articolo di: Andrea Dispenza
Grazie a: Eleonora Uselli, Ufficio Stampa Parole&Dintorni
Sul web: www.lastravaganza.it – www.elfo.org
Testata: La Presse
‘OSTINATI E CONTRARI’: LA POESIA DI DE ANDRÉ AL TEATRO ELFO DI MILANO
Milano, 12 gen. (LaPresse9 – S’intitola ‘Ostinati e Contrari’ lo spettacolo che debutterà il 13 gennaio alle 20.30 nel teatro Elfo Puccini di Corso Buenos Aires a Milano. Un’opera da scoprire e capire attraverso i testi e la musica di De André e che racchiude undici canzoni, riarrangiate per coro e voci soliste da Michele Monestiroli, che si intrecciano con immagini visive. La poesia di Faber è il punto di partenza per creare un’opera di denuncia sociale e culturale sui diritti civili e umani: un lavoro multimediale dove la condivisione tra le persone e le arti trova realizzazione sul palco. Lo spettacolo vede la partecipazione di Paola Iezzi, Niccolò Agliardi, Andrea Gioacchini e Yukie Suzuki.
Testata: Cronaca Qui



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